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18/11/2019

Un nuovo tassello nella vita di Marco Polo: inedito ritrovato all'Archivio di Stato di Venezia dall'Università Ca' Foscari

Scoperto da un gruppo di ricerca guidato da Antonio Montefusco un lascito testamentario in cui compare il grande viaggiatore veneziano come testimone un anno prima della morte nel 1323.

 

 

Una nuova scoperta su Marco Polo si fa strada attraverso i secoli fino a noi grazie al lavoro di un’equipe di giovani studiosi dell’Università Ca’ Foscari Venezia (Progetto BIFLOW guidato dal prof. Antonio Montefusco, Dipartimento di Studi Umanistici) che ha ritrovato all’Archivio di Stato di Venezia un documento, finora ignoto e inedito, che fornisce nuove informazioni sulla biografia di Marco Polo, dopo il suo ritorno a Venezia, e un anno prima della morte. Una scoperta importante perché aggiunge un nuovo tassello alla sua vita e ai suoi rapporti con gli ordini religiosi.

 

Marcello Bolognari, da poco laureato a Ca’ Foscari e borsista dell’ateneo veneziano nel quadro del progetto “Biflow”, ha rinvenuto un nuovo documento in cui compare il nome di Marco Polo. Il documento è datato al 1323, si trova nell’Archivio di Stato di Venezia (dove si conserva gran parte del patrimonio documentario prodotto dagli organi istituzionali della Repubblica di Venezia) e riguarda l’accettazione di alcuni lasciti testamentari di Giovanni dalle Boccole da parte dei frati predicatori del convento veneziano di SS. Giovanni e Paolo, riuniti in capitolo. Tra i testimoni di questa accettazione vi è il famoso viaggiatore «Marco Paulo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi»: si tratta senza ombra di dubbio del Marco Polo conosciuto, che, come noto, risiedeva in quella zona della città, dove il padre Nicolò e lo zio Maffeo avevano acquistato una casa. A riprova dell’identità, bisogna ricordare che, nel lungo elenco dei frati riportati, figurano Benevenuto e Centorio, ossia i domenicani di SS. Giovanni e Paolo espressamente nominati da Marco Polo nel suo testamento dell’anno seguente, recentemente riedito per le cure di Attilio Bartoli Langeli.

 

Il protagonista del sensazionale ritrovamento, Marcello Bolognari, si è diplomato nel 2017 alla Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica annessa all'Archivio di Stato di Venezia e frequenta da tempo la Sala di studio dell'Archivio. I funzionari archivisti ispettori di Sala studio sono stati i primi a esserne messi a parte, insieme ai membri del gruppo di ricerca; sono stati di conseguenza realizzati gli opportuni riscontri bibliografici, raggiungendo così la certezza che non si trattasse di un documento già noto.

 

Per approfondimenti:

 

https://www.unive.it/pag/14024/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=8198&cHash=610336475bb16a7a79dfc4295d82d25f

 

 

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