Archivio di Stato di Venezia - Campo dei Frari, San Polo, 3002 - 30125 Venezia - tel. 041.5222281 - fax 041.5229220 - e-mail: as-ve@beniculturali.it
Lato posteriore dell'Archivio di Stato
icone MIBAC DGA UNESCO
Novità
13/07/2020
Nuove disposizioni per l'ingresso in Istituto, prescrizioni anti COVID-19 e ulteriori posti disponibili dal 15 settembre 2020
L'orario di apertura al pubblico è così ampliato: dal 15 settembre 2020 ogni martedì sono...
30/06/2020
Nuove disposizioni per l'ingresso in Istituto e prescrizioni anti COVID-19
In ottemperanza alle disposizioni vigenti e acquisito il parere del RSPP di Istituto, conformemente...
22/06/2020
Accordo con Rialto
Tra l’Associazione “Rialto Novo/Progetto Rialto”, ente del terzo settore, costituitasi senza fini...
12/06/2020
La diplomatica contemporanea contro i documenti falsi
Nell'ambito delle esercitazioni di diplomatica contemporanea e di archivistica speciale tenute...
09/06/2020
Riaprono a Forte Marghera le mostre su Francesco Morosini
Nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla nascita di Francesco Morosini, Doge e...

  

    

L'Archivio di Stato



L'Archivio di Stato venne istituito nel 1815 con il nome di Archivio generale veneto nella sede dei Frari.

Tra il 1817 e il 1822 furono trasferite nel nuovo Istituto le carte prodotte nell'arco di un millennio dagli uffici della Serenissima, fin dalle origini conservate a Palazzo Ducale, nelle Procuratie marciane o nei palazzi di Rialto, che in età napoleonica erano state trasportate in tre sedi distinte:
- gli archivi politici, che costituivano il nucleo principale, nella scuola grande di S. Teodoro,
- i giudiziari nel convento di S. Giovanni Laterano;
- i demaniali o fiscali (finanziari) in un palazzo a San Provolo.
Ad essi si aggiunsero negli anni successivi anche gli archivi prodotti nel periodo napoleonico e dai governi austriaci.
Dopo il 1866, vi affluiscono gli archivi prodotti dagli uffici dello Stato italiano che risiedono a Venezia.

Il patrimonio, che si snoda per circa 70 km di scaffalatura, è costituito da oltre 800 fondi, all'interno dei quali si trovano talvolta centinaia di altri archivi, come avviene nel caso delle corporazioni di mestiere, delle confraternite e dei notai. Il numero dei fondi è destinato pertanto ad aumentare, mano a mano che procede la schedatura di queste fonti all'interno del sistema informativo.

L'articolazione dei fondi riflette ancora, in gran parte, il modo in cui le carte erano organizzate in seno agli uffici che le producevano. A questa struttura si è poi sovrapposta l'attività di ordinamento, inventariazione e conservazione svolta all'interno dell'Archivio di Stato nel corso di quasi due secoli.

 
 

Link rapidi:



| Home |