Archivio di Stato di Venezia - Campo dei Frari, San Polo, 3002 - 30125 Venezia - tel. 041.5222281 - fax 041.5229220 - e-mail: as-ve@beniculturali.it
Lato posteriore dell'Archivio di Stato
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Novità
13/11/2019
CHIUSURA TEMPORANEA DELLA SALA STUDIO PER ACQUA ALTA
A causa del persistere delle condizioni meteorologiche avverse e del fenomeno dell’acqua alta,...
12/11/2019
CHIUSURA TEMPORANEA DELLA SALA STUDIO PER ACQUA ALTA.
Accertata la marea eccezionale e il fenomeno dell’acqua alta, anche al fine di tutela del...
06/11/2019
Fotoriproduzione di beni archivistici con mezzi propri da parte degli utenti
In armonia con la normativa vigente in materia di tutela dei beni culturali, in particolare...
31/10/2019
SALA DI STUDIO: SOSPESA L’AMMISSIONE DI UNO STUDIOSO
Martedì 29 ottobre 2019, nella Sala di studio di questo Istituto sono stati rinvenuti, sopra...
31/10/2019
Chiusura per festività della Madonna della Salute
Si informano gli studiosi che giovedì 21 novembre 2019 l'Istituto rimarrà chiuso in occasione della...

  

    

L'Archivio di Stato



L'Archivio di Stato venne istituito nel 1815 con il nome di Archivio generale veneto nella sede dei Frari.

Tra il 1817 e il 1822 furono trasferite nel nuovo Istituto le carte prodotte nell'arco di un millennio dagli uffici della Serenissima, fin dalle origini conservate a Palazzo Ducale, nelle Procuratie marciane o nei palazzi di Rialto, che in età napoleonica erano state trasportate in tre sedi distinte:
- gli archivi politici, che costituivano il nucleo principale, nella scuola grande di S. Teodoro,
- i giudiziari nel convento di S. Giovanni Laterano;
- i demaniali o fiscali (finanziari) in un palazzo a San Provolo.
Ad essi si aggiunsero negli anni successivi anche gli archivi prodotti nel periodo napoleonico e dai governi austriaci.
Dopo il 1866, vi affluiscono gli archivi prodotti dagli uffici dello Stato italiano che risiedono a Venezia.

Il patrimonio, che si snoda per circa 70 km di scaffalatura, è costituito da oltre 800 fondi, all'interno dei quali si trovano talvolta centinaia di altri archivi, come avviene nel caso delle corporazioni di mestiere, delle confraternite e dei notai. Il numero dei fondi è destinato pertanto ad aumentare, mano a mano che procede la schedatura di queste fonti all'interno del sistema informativo.

L'articolazione dei fondi riflette ancora, in gran parte, il modo in cui le carte erano organizzate in seno agli uffici che le producevano. A questa struttura si è poi sovrapposta l'attività di ordinamento, inventariazione e conservazione svolta all'interno dell'Archivio di Stato nel corso di quasi due secoli.

 
 

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