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Novità
15/11/2019
ACQUA ALTA – Aggiornamento (15 novembre 2019) –
Stante il perdurare delle avverse condizioni meteorologiche, anche per oggi la Sala di studio dei...
14/11/2019
ACQUA ALTA – Aggiornamento (14 novembre 2019) –
Sono attualmente in corso i lavori di pulizia e ripristino dei locali invasi dall’acqua alta nei...
13/11/2019
Sospensione del prelievo di materiale dal deposito della Giudecca
A causa del perdurare del maltempo, il servizio di prelievo del materiale archivistico conservato...
13/11/2019
CHIUSURA TEMPORANEA DELLA SALA STUDIO PER ACQUA ALTA
A causa del persistere delle condizioni meteorologiche avverse e del fenomeno dell’acqua alta,...
12/11/2019
CHIUSURA TEMPORANEA DELLA SALA STUDIO PER ACQUA ALTA.
Accertata la marea eccezionale e il fenomeno dell’acqua alta, anche al fine di tutela del...

  

    

La sede sussidiaria della Giudecca



La sede dell’Archivio di Stato nell’ex magazzino dei tabacchi alla Giudecca


Per le carenze di spazio nella sede centrale ai Frari, una consistente percentuale della documentazione otto-novecentesca, a partire dagli anni Venti del Novecento, venne concentrata in alcuni capannoni ubicati lungo il margine occidentale della Giudecca, pervenuti nel 1925 all’Archivio di Stato di Venezia grazie ad una permuta con il Magistrato alle acque dell’antica sede dei Dieci savi alle decime in Rialto, la quale fino ad allora aveva svolto la funzione di sede sussidiaria. La nuova collocazione si rivelò del tutto inadeguata, anche perché contigua ad un cantiere navale.

Negli anni Sessanta del Novecento l’Amministrazione archivistica acquisì alcuni antichi magazzini, risalenti al XVII secolo, affacciati sulla fondamenta della Croce, al civico 117, non lontano dall’omonimo monastero convertito in casa di correzione dal 1811.

Dopo una prima ristrutturazione, fu possibile trasferire nella nuova sede, a decorrere dal 1978, larga parte del materiale fino ad allora precariamente conservato nei capannoni dismessi e alcuni fondi provenienti dalla sede principale ai Frari. Nei primi anni Ottanta venne concessa, per ampliare la disponibilità di spazio di deposito, anche la vicina chiesa in origine pertinente al monastero della Santa Croce.

La sede conserva un patrimonio documentario di oltre un centinaio di fondi otto e novecenteschi, soprattutto giudiziari, finanziari e amministrativi, in particolare di epoca austriaca e successivi all'unificazione nazionale.

La sede, chiusa al pubblico dal luglio 1991, dopo un lungo restauro, a partire dal 20 maggio 2015 è nuovamente aperta due giorni la settimana, il mercoledì e il giovedì, dalle 9.00 alle 14.00.

La sala di studio, situata al primo piano dell'edificio e prospiciente il bacino di San Marco, ha la capienza di 16 posti a sedere. I depositi, che hanno visto raddoppiata la loro capienza ad uno sviluppo lineare complessivo di 18 km, sono divisi in 4 comparti, 3 dei quali a 3 livelli e uno a 4, organizzati con scaffalature mobili a compactus.