Archivio di Stato di Venezia - Campo dei Frari, San Polo, 3002 - 30125 Venezia - tel. 041.5222281 - fax 041.5229220 - e-mail: as-ve@beniculturali.it
Foto aerea del complesso monumentale dei Frari
icone MIBAC DGA UNESCO
Novità
12/08/2019
Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica
Esami finali del biennio 2017-2019
06/08/2019
Mostra "Francesco Morosini 1619-1694. Una vita veneziana"
Ripristino della sezione allestita nel chiostro della SS. Trinità
30/07/2019
Riapertura della Sala di studio
Si avvisa che da mercoledì 31 luglio 2019, a seguito della messa in sicurezza del cedro ubicato nel...
19/07/2019
Sala di studio - modifica modalità d'accesso
Alla luce degli eventi rovinosi che hanno interessato la Sede dell'Istituto e delle conseguenti...

  

    

Archivio di Stato di Venezia




L'Archivio di Stato di Venezia viene istituito dal Governo austriaco nel 1815, con il nome di Archivio generale veneto. Tra le diverse alternative che si proponevano, viene prescelta due anni più tardi la sede dei Frari, ex convento francescano dei Minori conventuali divenuto proprietà del demanio dal 1810.

Nel 1875 la sede si amplia con l’aggiunta del convento adiacente di San Nicolò della Lattuga (detto San Nicoletto).

Attualmente l'Archivio di Stato di Venezia è organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, tra gli istituti e i luoghi della cultura disciplinati dall'art. 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42). Oltre alla sede principale ai Frari, dal 2015 è stata riaperta al pubblico la sede sussidiaria della Giudecca, sita nell’ex magazzino dei tabacchi acquisito negli anni Sessanta del Novecento. A partire dal 2014 l'Istituto dispone inoltre di un deposito in terraferma a Mestre.

L'Istituto conserva, tutela e valorizza il patrimonio documentario prodotto dagli organi istituzionali della Repubblica di Venezia (dalle prime testimonianze scritte fino alla sua cessazione il 12 maggio 1797) e gli archivi delle corporazioni religiose (monasteri e conventi) e laicali (arti, cioè corporazioni di mestiere, e scuole, ossia confraternite) soppresse tra il XVIII e il XIX secolo.

Conserva inoltre gli atti dei governi e degli uffici succedutisi nella città dopo la caduta della Serenissima, compresi i documenti più recenti prodotti dagli uffici statali periferici presenti nel territorio provinciale che vengono versati dopo 30 anni dalla chiusura della pratica.

 

Infine presso l'Istituto sono custoditi gli archivi dei notai (versati trascorso un secolo dalla cessazione della loro attività), i documenti catastali e diversi archivi privati di famiglie e di persone, raccolte e miscellanee.



Link rapidi: | Home | Sala di studio dei Frari | Sede della Giudecca SiASVe - Guida on-line |Servizio richieste on-line Progetto divenire - riproduzioni in rete | E-commerce - Login Liste di leva Mappa del sito |