Archivio di Stato di Venezia - Campo dei Frari, San Polo, 3002 - 30125 Venezia - tel. 041.5222281 - fax 041.5229220 - e-mail: as-ve@beniculturali.it
Foto aerea del complesso monumentale dei Frari
icone MIBAC DGA UNESCO
Novità
01/03/2021
Lavori aperti su comunicazione e valorizzazione
Saranno rinnovati il sito, il sistema informativo e il programma di sala studio
25/02/2021
Sbloccati fondi per oltre 4 milioni di euro
Il 2021 sarà un anno di novità molto importanti
01/02/2021
Venice in Question
Seminario internazionale di ricerca (4 febbraio-17 giugno 2021)
15/01/2021
Sistema informativo dell'Archivio di Stato di Venezia
Indisponibilità degli inventari in immagine
16/12/2020
Accordo quadro con l'Università degli studi di Verona
Continua l'attività di stipula di accordi di collaborazione scientifica con gli Atenei italiani....

  

    

Archivio di Stato di Venezia



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L'Archivio di Stato di Venezia viene istituito dal Governo austriaco nel 1815, con il nome di Archivio generale veneto. Tra le diverse alternative che si proponevano, viene prescelta due anni più tardi la sede dei Frari, ex convento francescano dei Minori conventuali divenuto proprietà del demanio dal 1810.

Nel 1875 la sede si amplia con l’aggiunta del convento adiacente di San Nicolò della Lattuga (detto San Nicoletto).

Attualmente l'Archivio di Stato di Venezia è organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, tra gli istituti e i luoghi della cultura disciplinati dall'art. 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42). Oltre alla sede principale ai Frari, dal 2015 è stata riaperta al pubblico la sede sussidiaria della Giudecca, sita nell’ex magazzino dei tabacchi acquisito negli anni Sessanta del Novecento. A partire dal 2014 l'Istituto dispone inoltre di un deposito in terraferma a Mestre.

L'Istituto conserva, tutela e valorizza il patrimonio documentario prodotto dagli organi istituzionali della Repubblica di Venezia (dalle prime testimonianze scritte fino alla sua cessazione il 12 maggio 1797) e gli archivi delle corporazioni religiose (monasteri e conventi) e laicali (arti, cioè corporazioni di mestiere, e scuole, ossia confraternite) soppresse tra il XVIII e il XIX secolo.

Conserva inoltre gli atti dei governi e degli uffici succedutisi nella città dopo la caduta della Serenissima, compresi i documenti più recenti prodotti dagli uffici statali periferici presenti nel territorio provinciale che vengono versati dopo 30 anni dalla chiusura della pratica.

 

Infine presso l'Istituto sono custoditi gli archivi dei notai (versati trascorso un secolo dalla cessazione della loro attività), i documenti catastali e diversi archivi privati di famiglie e di persone, raccolte e miscellanee.



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