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Archivi camerali. Antico refettorio ora sala di studio
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13/11/2019
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13/11/2019
CHIUSURA TEMPORANEA DELLA SALA STUDIO PER ACQUA ALTA
A causa del persistere delle condizioni meteorologiche avverse e del fenomeno dell’acqua alta,...
12/11/2019
CHIUSURA TEMPORANEA DELLA SALA STUDIO PER ACQUA ALTA.
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Servizio di conservazione



Il Servizio cura la predisposizione, l'affidamento e l'esecuzione da parte di laboratori esterni dei progetti di restauro conservativo di materiale archivistico danneggiato.

Impegno notevole ha richiesto dalla fine del secolo scorso il restauro degli atti notarili colpiti, nella terribile mareggiata del 4 novembre 1966, quando a Venezia il livello di 'acqua alta' raggiunse metri 1.94 sul medio mare, quota mai prima d'allora e, fortunatamente, mai più in seguito toccata.


L'alluvione del 1966 e il restauro degli atti notarili alluvionati

L'Archivio di Stato di Venezia fu quasi interamente allagato e in due settori dell'edificio vennero raggiunti gli scaffali più bassi, sopra i quali poggiavano i documenti. Risultarono così compromessi oltre ottocento protocolli e minutari della serie Notarile, Atti dei notai di Venezia e della provincia, alcuni del sec. XVI, e alcune migliaia di registri e buste appartenenti ad archivi ottocenteschi.
Al lento ritirarsi delle acque fu necessario prendere in poche ore decisioni per le quali nessuno possedeva punti di riferimento utili. L'asciugatura delle carte cominciò subito e fu condotta in maniera impeccabile: alcuni corridoi dell'Archivio vennero isolati e vi venne introdotta aria calda, con attenta gradualità, per evitare bruschi sbalzi termici e conseguenti shock alle carte e alle legature. Quotidianamente le pagine venivano mosse, per favorire l'operazione.
Nel volgere di quattro mesi tutto il materiale risultò asciutto e non si svilupparono muffe, né si verificarono casi di 'compattamento' delle carte, assai frequenti in situazioni del genere. L'unica imperfezione, in un intervento che poneva tanti dubbi e tanti interrogativi, fu l'impiego, seguendo un uso allora generalizzato, di una grande quantità di talco, con il quale vennero cosparse le carte, nella convinzione di ridurre il tasso di salinità presente. Il risultato non si ottenne, e vi è ora anche la difficoltà di rimuovere quella polvere finissima, che è penetrata nelle fibre della carta.
Dal 1997 l'Archivio di Stato di Venezia è impegnato nel restauro conservativo del più antico materiale archivistico alluvionato nel 1966, quello appartenente al fondo Notarile.
L'intervento è potuto iniziare grazie a un cospicuo finanziamento pubblico straordinario (previsto dalla cosiddetta legge sui 'giacimenti culturali') e continua a cadenze regolari, sostenuto ora con fondi dell'8 per mille dell'IRPEF devoluta dai contribuenti alla Stato e con le ordinarie dotazioni del Ministero per i beni e le attività culturali. Attualmente è stato restaurato circa il 60% dei documenti notarili danneggiati in quell'evento.
L'intervento di restauro in corso, articolato su più appalti, e affidato a Ditte esterne prevede soprattutto un'accurata pulizia delle carte, da ottenersi mediante pulizia a secco e lavaggi in soluzioni idroalcoliche, oltre a una attenta ricostruzione delle legature antiche, peculiari dell'ambiente notarile della Serenissima, ottenuta mediante l'impiego di tecniche e materiali simili a quelli originari.
[E. Ton.]

Per saperne di più, vedi:

- Il restauro delle carte notarili dell'Archivio di Stato di Venezia alluvionate nel 1966; (25 Kb)

I danni subiti dagli Archivi italiani nelle alluvioni del 1966, in «Rassegna degli Archivi di Stato», XXXI (1966), pp. 531-532, ora disponibile anche in formato PDF (33 KB);